chiese campestri in gallura, berchidda s.andrea

Le chiese campestri in Gallura
Il Comune di Berchidda

Le chiese campestri in Gallura rappresentano antichi e storici itinerari del turismo religioso, e ultimamente a seguito di alcune politiche di restauro, e del turismo naturale. Questi chiese campestri difatti si trovano disseminate nel territorio sardo più autentico: nel nostro caso oggi vi parleremo delle chiese campestri in Gallura, a Berchidda.

Itinerario

Difficoltà: accessibile, con strade sterrate e asfaltate (pericoli tra novembre e gennaio), proprietà private. Ideal per hiking, mountain bike.

Interesse: monumenti archeologici e chiese. Boschi, alberi monumentali, rovine preistoriche e nuragiche, avvistamento di uccelli, mammiferi.

Tappe: bivio Santa Caterina e Andrea – ingresso Santa Caterina – Santa Caterina – Dolmen Santa Caterina – Dolmen s’Adu e su Giuru – Sant’Andrea – Bivio San Pietro – Bivio per San Salvatore – Elighe Mannu – San Salvatore – Domus de Janas Su Balcone – Domus de Janas Su Furrighesu – Cippo dei Bàlari – Ponte Badu e Cheja – San Michele – Chiesa San Michele – Nuraghe San Michele – Bivio San Michele

Dislivello: circa 320 metri sia in salita sia in discesa

Lunghezza: 26 km 

Durata: 8h complessive

Percorso: usciti da Berchidda, intorno al km 2.5 si troverà una strada a sinistra che porta a Santa Caterina e Sant’Andrea (vedere cartelli). Una volta intrapresa la strada, si trova una deviazione e si procede a destra.

Santa Caterina

chiese campestri in gallura, santa caterina

La prima tra le chiese campestri visibile sarà quella di Santa Caterina, circondata da olivastri. Nei pressi della Chiesa campestre si trovano i due dolmen di Su Adu e Su Giuru, accanto ad un ruscello. 

 

Sant’Andrea

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Si ritorna sul sentiero principale finché si incontra la Chiesa di Sant’Andrea, sul lato destro della strada. Proseguendo ancora in salita fino all’apice nei pressi di un cancello, si attraversa ritrovando una chiesa distrutta. Ed eccoci alla SP 138, svoltando a sinistra, lungo il limite orientale fino alla località di Lu Rustu. Svoltare a destra in una strada sterrata. Dopo aver attraversato vari boschi di querce da sughero, alcune piccole case, si entra in una sughereta e si risale verso una salita che in cui si possono ammirare due lecci molto grandi e un’enorme sughera. Finita la discesa si può ammirare un altro leccio monumentale noto col nome di Elighe Mannu.

Pian piano si arriva in località San Salvatore: di fronte a voi, trovate un cancello a sinistra della strada e a circa 150 metri sono visibili dei resti di una chiesa. Qui vicino si trovano anche le Domus de Janas di Su Balcone Su Furrighesu. E a circa 1 km da qui, si trova anche l’iscrizione su pietra dei Balari (cippo), di età romana (difficile da raggiungere senza una guida esperta).

 

San Michele

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Ripreso il cammino, tra i vari sali e scendi, troverete a destra una vigna poco prima del ponte in località Badu e Cheja, che significa “guado della chiesa” che probabilmente indica la presenza di una chiesa oggi scomparsa. Al successivo bivio si svolta a sinistra incontrando altre vigne e sugherete e un nuovo bivio! Qui girare a destra vi porterà alla Chiesa di San Michele. Presso la chiesa si trova un altro boschetto dove riposare, specie nelle giornate estive più calde.

Tornando nella strada principale, sulla sinistra si potrò osservare un antico nuraghe di San Michele,ricoperto da detriti e vegetazione. Di nuovo sulla strada, si svolta a sinistra arrivando all’incrocio per la SP 138. Ancora a sinistra e si completa il percorso.

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Fonte: Guida al Monte Limbara (Giacomo Calvia – Delfino Editore)

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