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Tutte le ricette galluresi

Le ricette galluresi più importanti per conoscere il sapore di questa terra e i vini bianchi e rossi che accompagnano le nostre tradizioni. Benvenuti in Gallura!

Tempio Pausania: Zuppa gallurese, frisgioli longhi e ravioli

Zuppa gallurese

Spesso spacciato come “piatto povero”, la storia della zuppa sembra avere in realtà origini ben più nobili. La zuppa gallurese veniva preparata infatti come primo piatto importante in occasione di matrimoni o delle feste principali (Pasqua, festa del Patrono etc.) in Gallura. Si tratta di un piatto tipico della tradizione del Nord Sardegna, composto essenzialmente da pane, formaggio e brodo di carne.

Leggi: come fare la zuppa gallurese

 

Li frisgioli longhi

Durante il Carnevale gallurese sono famosi i dolci tipici come gli acciuleddi, l’uriglietti e naturalmente le frittelle lunghe o frisgioli longhi che rispetto a oggi, venivano servite in varie ore della giornata, calde e imbevute di moscato tempiese.

Leggi: come fare le frittelle lunghe sarde

 

Ravioli dolci galluresi

Tra le ricette galluresi spicca quella dei ravioli galluresi o ravioli dolci, una delle specialità delle tradizioni culinarie del Nord Sardegna. A volte ti capiterà di trovarli nel nostro menu con il nome gallurese Pulilgioni, a volte in altri luoghi, con il nome di Puligioni, Burglioni, Buldzoni.

I ravioli galluresi sono un tipo di pasta fresca lavorata a mano che contiene un ripieno particolare: il gusto dolce della ricotta viene mescolato insieme al limone.

Leggi: come preparare i ravioli dolci galluresi

 

Calangianus: i papassini galluresi e cuppuletti

Papassini galluresi, inutile negarlo, non possono che rimandarci al Natale. Li cuppuletti però, non sono da meno, e dai papassini prendono ispirazione per la loro bontà.

Leggi: come fare i papassini e li cuppuletti

 

Trinità d’Agultu e Vignola: la mazza frissa

La mazza frissa era un piatto povero e unico che si preparava spesso negli stazzi galluresiquando, ad esempio, arrivava un ospite inaspettato. Veniva preparata per utilizzare la panna, che altrimenti veniva adoperata per fare il burro. Immagino che in diverse parti del mondo –  e soprattutto in Italia e nel Mediterraneo – le madri abbiano dovuto preparare per secoli la pasta con i prodotti che avevano. Il burro oltre che dalla panna veniva prodotto anche dalla ricotta, con un procedimento molto semplice. Si girava con un cucchiaio di legno una certa quantità di ricotta finché non si otteneva una palla che si separava dal siero. Il burro così ottenuto veniva poi passato in acqua fresca e lasciato a bagno per qualche minuto.

Leggi: come fare la mazza frissa

 

Arzachena: le ricette galluresi nei dolci

Acciuleddi, Formaggelle, Uciatini

Gli acciuleddi, dolci tipici di Carnevale, si offrivano insieme alle frittelle ai ragazzi mascherati che andavano in giro per il paese. Anticamente le formaggelle (casgiatine in gallurese) venivano preparate per Pasqua quando il formaggio fresco era buono e abbondante: venivano cucinate nel forno a legna e si facevano abbastanza grandi. Oggi si preferisce farle molto più piccole e molte famiglie non rispettano più la tradizione di confezionarle in casa. Gli uciatini venivano preparati dopo l’uccisione del maiale, durante il periodo invernale. A volte non si metteva lo zucchero e si ottenevano così delle focacce salate molto saporite, che si consumavano al posto del pane.

Leggi: come fare gli acciuleddi, formaggelle e uciatini

 

Cucciuleddi e Niuleddi

Li Cucciuleddi e li Niuleddi fanno parte dei famosi dolci natalizi dello stazzo gallurese, ma si preparano un po’ tutti i periodi dell’anno. I primi non sono da confondere con le tiriccas, dove abbonda la saba: nei cucciuleddi, il protagonista è il miele! Siccome per la loro preparazione è necessario tanto tempo e una certa abilità in cucina, oggi cucciuleddi e niuleddi si preparano meno a casa. 

Leggi: come fare i cucciuleddi e niuleddi

 

Berchidda: ravioli al cinghiale

Il raviolo di carne di cinghiale è ufficialmente il piatto tipico del Comune di Berchidda con l’approvazione dell’Accademia Italiana della Cucina. Ed ecco i suoi ingredienti e la preparazione di questo piatto che si tramanda da generazioni.

Ingredienti:

  • 700 gr di farina
  • 4 uova
  • sale
  • 400 gr di polpa di cinghiale
  • 5 gr di pane grattugiato
  • cipolla, basilico, prezzemolo
  • olio d’olia EVO
  • sale, pepe nero, aglio, vino bianco
  • 4 pomodori maturi

Preparazione:

Per la pasta:

  • sistemare a fontana la farina
  • lavorare la farina con l’uovo, il sale e l’acqua
  • ottenere un impasto omogeneo
  • lasciare riposare per 30 minuti 

Per il ripieno:

  • tagliare a pezzetti la polpa del cinghiale
  • soffriggerla con la cipolla, basilico, prezzemolo
  • aggiungere vino bianco e far evaporare
  • salare, pepare e lasciar raffreddare
  • mescolare in una pirofila la carne con le uova e il pane grattugiato
  • stendere la pasta con il mattarello
  • fare dei quadrati
  • mettere un cucchiaio di ripieno in ogni quadrato di pasta
  • ricoprire con un altro quadrato premendo con le dita intorno al contorno per chiudere i ravioli

Per il condimento:

  • fare rosolare l’aglio con la carne tritata di polpa di cinghiale
  • aggiungere il vino bianco, i pomodori a pezzi, basilico, prezzemolo, sale e pepe
  • cucinare per 12 minuti
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